Eleanor Oliphant sta benissimo 

Prima di scrivere la mia recensione, ho letto molti pareri discordanti su questo libro. Ho capito che o lo si ama o lo si annovera tra le letture “carine”. 

Appartengo decisamente alla prima categoria. 

Cercherò di parlarvene senza lasciarmi sfuggire maldestri spoiler, perché credo che la storia e il significato profondo che si porta dietro, siano troppo preziosi per anticiparvi sbadatamente qualcosa. 

Eleanor Oliphant sta benissimo è un libro che consiglierei a tutti, augurandomi che possa fare ciascuno lo stesso effetto che ha fatto a me. 

La protagonista è colei che, rivelandosi letteralmente pagina dopo pagina, diventerà una buona amica. Eleanor ci farà riscoprire il piacere delle piccole cose, ci ricorderà di dare valore ai dettagli. La solitudine, tema centrale di questo romanzo, diventa il motore delle sensazioni della protagonista. Un motore che amplifica la percezione di tutto, di quelle sfumature che in apparenza sembrerebbero non essere un valore aggiunto ma che in realtà racchiudono il vero significato del quotidiano. Questa continua riscoperta del bello, avviene grazie alla costruzione di un personaggio che è una tabula rasa in fatto di sentimenti: Eleanor non sa o forse non ricorda quante piccole emozioni si possano provare e quante possiamo regalarne. Il romanzo si trasforma così in una continua riscoperta della vita nelle sue pieghe più nascoste.

Altra figura cruciale è quella di Raymond. Un uomo tanto semplice quanto buono ma per nulla riconducibile al classico Principe azzurro che corre a salvarti. 

Raymond sarà la spalla silenziosa di Eleanor, l’amico (?) sempre presente e pronto ad aiutarla con il potere della discrezione. 

Ogni pagina di questo romanzo è la via verso la salvezza di Eleanor. Credo di non esagerare se dico che il lettore diventa parte integrante di una terapia di gruppo. 

Una pecca di questo libro? Doverlo finire! Ho rimandato a lungo la lettura delle ultime pagine proprio per non doverlo abbandonare. 

Quindi Sì, posso dire con certezza di appartenere alle persone che lo hanno amato. Se Eleanor Oliphant sta benissimo, vi dovesse piacere quanto è piaciuto a me, vi avviso: 

– a fine libro Eleanor vi mancherà un po’

– tornerete ad apprezzare le piccole cose

– sarà difficile iniziare un nuovo libro

Non credo che l’autrice leggerà mai questo mio post ma merita una valanga di complimenti (e con lei, chi ha tradotto il libro).  

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