Di caldo e di vocabolario ridotto

Inizio a sentire il primo caldo. 


No, l’estate non è la mia stagione preferita. Il mio vocabolario si riduce drasticamente mandando al diavolo anni di studi umanistici e letterari. Le mie capacità di proferire parola calano bruscamente e con esse la gamma di argomenti di cui potrei parlare. 

Riesco a dire solo poche frasi e a ripeterle con costanza più volte nella stessa ora, con l’evidente gioia di chi mi sta intorno. 

Nello specifico: 

Ma a quanti gradi saremo? (Con annessa risposta-“non lo voglio sapere”- che mi fornisco in autonomia perché ormai il delirio da caldo ha preso il sopravvento) 

Ma non è mica normale un caldo così! 

Il prossimo anno dobbiamo mettere l’aria condizionata 

E poi, la champions di tutte le domande, il mio cavallo di battaglia: 

Ma tu non hai caldo?!!! 

Sì, lo so, queste mie massime non rappresentano picchi di intelligenza degni di nota ma di solito in estate non ne ho, quindi sono esente dal sembrare colta sino a settembre. 

Voglio solo stare così: 


Ripeto “che caldo!” con una certa costanza e lo so che è noioso da ascoltare ma è un po’ come un sospiro di sollievo per me. 

L’estate è bella, per carità: il mare, l’abbronzatura che ci rende tutti molto più belli del previsto…diciamo un po’ photoshoppati da Madre Natura. 

E poi i gelati, le sere fuori, i vestiti e i gli shorts, gli aperitivi e le pizze in spiaggia. I giri in moto che dovrebbero essere eterni perché al primo semaforo, eterno anche lui, lo scioglimento dei ghiacciai è niente in confronto al tuo stato: squagliata sotto il sole in mezzo all’asfalto rovente. 

C’è da dire che le giornate si allungano, si mangia pesce in riva al mare e si fanno bagni spettacolari (meduse a parte, loro mi amano…io un po’ meno). 

Adoro tutto. 

Tranne il caldo. 

Adoro persino i gabbiani che mi svegliano al mattino presto.

Tutto tranne le temperature bollenti.

Sono i primi due giorni di caldo anticipato e già rimpiango dicembre e l’attesa della neve (che poi non arriva ma almeno fa freddo).

Datemi cappotti e sciarpe, l’aria frizzante che ti sveglia come due schiaffi in faccia e riprendetevi le temperature tropicali. 

Però prima fatemi abbronzare…che ci tengo! 



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