Pizza Tag

L’appetito vien mangiando e, a quanto pare, taggando!

Ringrazio Laura per avermi nominata e rispondo a questo bel Tag ideato da Niente Panico, che ce lo descrive così: “Questo è un tag da prendere alla leggera, ma saporito: vi invito a raccontare che pizza ordinate solitamente e come la mangiate, cercando da ciò riflessi del vostro carattere”.

Le regole per partecipare sono semplici:

  1. Usare l’immagine originale del Tag
  2. Citarne l’ideatore e ringraziare chi vi ha nominato
  3. Raccontare che pizza scegliete, il perchè, come la mangi e l’intreccio con la tua personalità
  4. Taggare altri bloggers

 

Dunque…

Risolviamo l’annosa questione gastronomico-psicologica.

Quando ordino una pizza, la scena, che si ripete identica ogni volta, è questa:

menù alla mano, passo circa una decina di minuti valutando i pro e i contro di ciascuna pizza: ingredienti, nomi (perché, se ci pensate, anche il nome con cui viene presentata ha un certo ascendente), livello di pesantezza nonchè di piccantezza e alla fine…

Margherita forever.

Ebbene sì, viva la monotonia. Un classico, un evergreen che non delude mai. Più o meno buona, con ingredienti IGP o meno,ufficialmente napoletana o che tenta di somigliarle, la margherita vince sempre.

Ma veniamo al mio “metodo coltello e forchetta”,ormai certificato, di mangiatrice di pizza. La tecnica consiste nel:

  1. Tagliare la mia amata Margherita a metà
  2. Sezionare mano a mano la prima metà,in spicchi
  3. Passare alla seconda metà, con lo stesso procedimento
  4. Mangiare anche il bordo (la fame è fame e il bordo ha il suo perché che, purtroppo,non tutti capiscono)

Dovendo psicanalizzarmi, credo che questo mio modo di mangiare la pizza, rispecchi la mia tendenza a organizzare un po’ tutto. Ho i miei schemi e i miei tempi, niente di ossessivo ma solo un modo per fare le cose con calma e affrontare gli avvenimenti cn tranquillità.

Ai tempi dell’università, sottolineavo, studiavo attraverso schemini, freccette, e colori vari e, forse, a furia di farlo ho applicato tutto questo anche alla quotidianità.

La cosa mi rasserena e mi permette di trovare un certo equilibrio…e lo so che la pizza andrebbe mangiata con le mani, a morsi e senza pietà.

A mia discolpa, posso dire che questa voracità la metto in pratica con un certo talento, devo dire, con la mia adorata focaccia genovese.

Che sia una forma di patriottismo?!

Dopo questo momento di introspezione, nomino a mia volta:

Simona

Flavia

Vanessa

Yulia

 

 

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