Baffidirame il senza paura

Secondo appuntamento con il Monday Fairy-Tales! La fiaba ligure di oggi, parla di cavalieri, principesse, maghi e streghe. Gli ingredienti necessari per una buona favola ci sono tutti.

Allora, iniziamo… 

C’era una volta un re che aveva una figlia molto bella, tanto che un mago se ne innamorò.

In una notte senza luna, quando il buio era nero come la pece, il mago rapì la bella principessa.

Il mattino dopo, il re mandò la cameriera a chiamare la figlia che ancora non era uscita dalle sue stanza per la colazione ma quando scoprì che la giovane era scomparsa, mando l’intero esercito a cercarla.

Passarono i giorni ma la bella principessa non fu trovata. Il re, allora, deciso a riavere le figlia, fece un bando: chiunque avesse ritrovato la fanciulla, l’avrebbe ottenuta in sposa diventando, così, principe ereditario del regno.

Subito si fece avanti Baffidirame, un cavaliere chiamato così perché aveva due baffi lunghi e rossicci. “Maestà” disse “concedetemi qualche giorno di licenza e vi riporterò vostra figlia”.

Il re acconsentì e così Baffidirame andò a chiamare i suoi amici d’arme, Cuordiferro e Spaccalosso e partì.

I tre cavalieri, dopo ore di marcia, arrivarono nella foresta dove incontrarono una vecchina. Subito Baffidirame le chiese dove abitava il mago. “Poveretti” disse l’anziana signora “fareste bene a non cercarlo ma se proprio ci tenete: andate là dove la foresta è più fitta. Troverete una casa dove molti sono già andati ma nessuno è pù tornato”.

Baffidirame, Spaccalosso e Cuordiferro si incamminarono ma nel bosco c’era talmente buio che finirono col perdersi. Baffidirame, allora, salì su un albero e da lassù vide in lontananza una casa tutta illuminata. Per non perdere l’orientamento lanciò il suo cappello in quella direzione e, una volta sceso dall’albero, lui e i suoi due amici cercarono il copricapo per poi proseguire in quella direzione.

Dopo due o tre ore di marcia, arrivarono alla casa, bussarono ma non aprì nessuno. Decisero, allora, di entrare e trovarono il camino acceso, una tavola imbandita di ogni ben di Dio e i letti fatti. I tre cavalieri mangiarono senza fare complimenti e poi andarono a dormire trascorrendo una notte tranquilla.

L’indomani mattina visitarono la casa e trovarono una dispensa così ben fornita da riuscire a sfamare l’intero esercito se non fosse che mancava la carne. Il problema, però, fu presto risolto perché Baffidirame e Cuordiferro decisero di andare a caccia. Spaccalosso, ormai da solo in quella grande casa, si sedette accanto al camino per stare di guardia finchè, all’improvviso, non comparve una vecchia che gli domandò l’elemosina. Il cavaliere, allora, si voltò in cerca di un tozzo di pane ma non appena voltò le spalle alla vecchia, questa, che in realtà era una strega, tirò fuori da sotto il grembiule una bacchetta di ferrò e gli scaricò addosso una grandine di colpi.

Quando i due amici di Spaccalosso tornarono a casa, lo trovarono ferito e dolorante e gli chiesero cosa fosse successo ma lui si vergognava a dire che era stata una vecchietta a ridurlo così e allora rispose che era l’aria del posto a fargli male.

Cuordiferro decise che l’indomani sarebbe rimasto lui a fare la guardia e gli toccò la stessa sorte. Anche lui mentì e Baffidirame, che voleva vederci chiaro in questa storia, si offrì di restare da solo in casa il giorno dopo.

Mentre Cuordiferro e Spaccalosso erano a caccia, ridendo al solo pensiero di quanto le avrebbe buscate Baffidirame, a casa arrivò la vecchia strega. Chiese l’elemosina anche al terzo malcapitato ma lui, che era il più intelligente, non voltò mai le spalle alla vecchia che chiese di potersi scaldare vicino al fuoco. Baffidirame, allora, le disse se poteva prendergli un ciocco di legno per alimentare le fiamme. Appena la strega si voltò, il cavalierie sfoderò la sua ascia e tranciò di netto le dita della vecchia.

Lei scappò i giardino, sollevò una macina del mulino e scomparve lì sotto.

Quando gli altri due cavalieri tornarono dalla caccia, trovarono Baffidirame in perfetta forma e gli chiesero come avesse fatto e lui raccontò tutta la storia.

I tre, allora, andarono in giardino e quando riuscirono a sollevare la macina trovarono un pozzo e decisero di calarsi per ritrovare la strega.

Cuordiferro e Spaccalosso, però, non erano molto coraggiosi e dopo aver provato a scendere di qualche metro si impressionarono per quanto era profondo e ritornarono su.

Baffidirame, invece, decise di proseguire nella discesa e si ritrovò in un giardino con una casa nel mezzo.

Dietro una delle finestre, il cavaliere vide una giovane fanciulla che gli faceva segno di raggiungerla e così fece. Arrivato nella stanza, si accorse subito che era la principessa e le chiese dove si trovava il mago per potersi battere con lui e liberarla.

La figlia del re, lo avvisò che il mago era davvero cattivo e che nessuno era mai riuscito a sconfiggerlo ma Baffidirame non voleva certo tirarsi indietro. “Ditemi, principessa, con quale arma il mago è meno bravo?” chiese il cavaliere e la bella fanciulla rispose: “Con la sciabola ma vi prego, prendete almeno in dono il mio fazzoletto come segno del mio riconoscimento”.

Baffidirame si nascose dentro un pentolone sino all’arrivo del mago e quando questo lo scoprì lo sfidò a duello. Ma poiché era stato il mago a sfidarlo per primo, lasciò al cavaliere la possibilità di scegliere l’arma con la quale battersi e Baffidirame scelse la sciabola e così riuscì a sconfiggere il mago.

La principessa e Baffidirame scapparono via prima che i fratelli dello stregone, trovandolo morto, volessero vendicarsi e arrivati al pozzo il cavaliere fece salire per prima la fanciulla. Qunado, però, toccava a lui risalire in superficie i due amici lo tradirono lasciandolo là sotto. Così facendo avrebbero raccontato al re di essere stati loro a salvare la principessa.

Baffidirame non si diede per vinto, corse di nuovo in casa e trovò la vecchia strega alla quale aveva tagliato le dita. Questa, che ormai aveva paura di lui, acconsentì subito ad aiutarlo e in sella alla sua scopa lo portò a palazzo reale.

Baffidirame potè presto dimostrare l’inganno di Spaccalosso e Cuordiferro, perché quando la principessa lo vide, disse al padre che era stato lui a salvarla e che il fazzoletto che gli aveva lasciato ne era la prova.

Fu così che i due si sposarono e Baffidirame divenne il principe del regno mentre i due cavalieri che lo avevano ingannato finirono in prigione

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