Storia di un blog, di un papà e di misteri presto svelati

C’era una volta un blog, una blogger  e il papà della blogger. E i colleghi del padre. E gli amici del padre. 

Era un blog carino, senza molte pretese. Creato con il puro scopo di mantenere viva la passione per la scrittura. (Solo di recente, sono state aggiunte due nuove rubriche). 

Un blog aperto decidendo di renderlo noto solo a pochi amici. Volutamente creato per partire da zero, con l’obiettivo di conoscere altri blogger, tenendo fuori gli amici “reali”. Anche a rischio di metterci più tempo a “collezionare” un buon numero di iscritti.

Un giorno la blogger, decise di iscrivere il suo “diario virtuale” a Net Parade, un portale che aiuta i blog ad avere maggiore visibilità. 

Magia: un banner comparve nella Home di With a Spoonful of Sugar. Chiunque avesse voluto aiutare la blogger, avrebbe potuto cliccarci sopra per regalare un voto al blog. “Un clic ogni ora”, recitava il regolamento. 

Il padre della blogger, prese un po’troppo a cuore la questione dei voti e decise di cliccare proprio ogni ora. Coinvolse amici e colleghi. 

Perché, e con questo mi auguro di far stare tutti tranquilli, mio padre fa la Guardia Giurata! Ergo i suoi colleghi sono Guardie Giurate! Ergo lavorano, su turni, anche di notte. 

Notti lunghe, durante le quali devono stare svegli e durante le quali hanno deciso di votarmi e se questo può aiutarli in qualche modo a passare la nottata, ne sono ancora più felice. 

Ho ricevuto molti commenti di persone convinte che mio padre non vada mai a dormire. Lo immaginate h24 davanti al pc a votare. Anche di notte. Lo immaginate circondato da termos di caffè, per caso? 

C’è chi si è preoccupato della sua salute e delle sue coronarie. È surreale credere che un uomo stia “night&day” a cliccare il mio blog. Ed ancora più surreale sarebbe che io lo lasciassi fare, mentre io me ne sto sotto il piumone! 

Con questo post vorrei tranquillizzare tutti: mio padre sta benissimo e dorme beatamente. 

Da parte mia lo ringrazio, d’altronde si sa: “Ogni scarrafone…”. 

E ringrazio tutti i suoi colleghi! 

Se tornerete nel mio blog, spero di trovare qualche commento anche negativo, ci mancherebbe, ma magari relativo a qualche post che avete avuto voglia di leggere. 

Il mistero è risolto.  

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2 commenti

  1. Cara Sara , sono Andrea , come ben sai , pluritrentennale collega , ma soprattutto , da sempre amico di papà . Sono io che ringrazio te , perché entrare nel mondo della tua scrittura è per me un vero piacere , quasi fisico . Il tuo scrivere diretto , centrando con eleganza e un pizzico di ironia il nostro vivere quotidiano , i problemi che spesso voi donne incontrate , la difficoltà dei giovani ad entrare a pieno titolo in questa malata società , e questo può avvenire solo attraverso un lavoro stabile e dignitosamente retribuito, lasciano in me momenti di riflessione che spesso mi riportano alla mia gioventù , e , una patina di malinconica autocritica , perché è forse proprio la mia generazione che non ha saputo dare a voi giovani opportunità pari alle nostre . ti ringrazio , e ti sprono a continuare con ostinazione a rincorrere il tuo sogno , che altro non può essere di continuare a scrivere , perché il tuo talento deve essere al servizio di tutti , Dio ti ha dato questo “privilegio” , nessuno te le può rubare .
    Ciao Sara .

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    • Grazie Andrea! Gentilissimo come sempre. Sono davvero felice che ti piaccia il mio modo di scrivere, e lo sono ancora di più perché capisco dalle tue parole che i messaggi che volevo mandare con i miei post, sono arrivati. Farò certamente tesoro dei tuoi consigli e, tranquillo, non ho intenzione di smettere di scrivere. Anzi! A presto Andrea!

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