Quell’eclissi un po’ speciale

Mancano tre giorni alla magia. Mancano tre giorni ai nasi all’insù e ai filtri scuri per non stringere gli occhi in due fessure.  Mancano tre giorni all’evento degli eventi, quello che fa trattenere il fiato, quello che speri sia una di quelle giornate terse e limpide per non perderti neanche un istante di quel fenomeno tanto sorprendente quanto misterioso.

Ancora tre giorni. E sarà il buio. Giù il sipario in quel grande teatro che è la terra. L’eclissi di sole, venerdì 20 marzo, inizierà alle 9.24, raggiungerà il suo picco alle 10.31 e finirà alle 11.42. Per poter assistere nuovamente alla copertura del sole, dovremo attendere sino al 2022. Non sono un’appassionata di corpi celesti, io che ho studiato lettere. Io che ho vissuto a pane e “i poeti, l’arme e gli amori”. Io che anche in un fenomeno così scientifico, così matematicamente preciso, ho voluto cercare la passione e il mito, la favola e il sentimento. Non starò qui a parlarvi di allineamento di pianeti, allora, ma di un incontro d’amore folle e disperato. L’ennesima prova che Dante aveva capito tutto. Perchè è vero che esiste un amore capace di andare contro ogni avversità:

“L’amor che move il sole e l’altre stelle”.

Vi racconto il mio eclissi, allora, quello fatto della Luna perdutamente innamorata del Sole. Così innamorata da pregare costantemente Dio affinchè li facesse incontrare, anche solo per un istante. Il tempo di un abbraccio. Il tempo di un bacio. E così accadde. Dio, commosso per quell’amore così potente, disse alla Luna che avrebbe potuto incontrare il suo Sole, ma solo per pochi secondi. La Luna, senza esitare, si mise subito in viaggio. Trascorsero molti anni, si levarono molte albe e la Luna sentiva di avvicinarsi sempre di più al suo amore. Ne percepiva il calore, ne intravedeva la luce. Finalmente, terminato il viaggio, i due poterono incontrarsi e il Sole fu così felice di vedere la sua amata da stringerla a sè in un caldo abbraccio, splendendo, quel giorno, solo per lei.

Gli uomini dalla terra videro il Sole oscurarsi e, ignari dell’incontro d’amore al quale potevano assistere, osservavano il cielo cercando di capire. Dio, allora, disse ai due amanti che era arrivata l’ora di salutarsi e la Luna se ne andò portando con sè il ricordo di quel bacio. Sulla terra tornò la luce e molti anni sarebbero dovuti  trascorrere per un nuovo abbraccio.

Era il 1999, precisamente un giovedì di agosto, quando ancora bambina ho assistito al mio primo eclissi. Ricordo che ero in spiaggia, ricordo che faceva caldo e che erano state distribuite lenti apposite per osservare quel fenomeno spettacolare. Insomma, occhiali indosso e naso all’insù, è finita che sono stata immortalata dai giornalisti e la cosa mi è valsa un bel primo piano sulle pagine del quotidiano locale.

Venerdì saremo ancora una volta spettatori del vero amore, o almeno così mi piace immaginarlo.

L’amore che si fa a luce spenta o a luce accesa, di notte o di giorno, all’alba o al tramonto. In ogni caso sempre in compagnia del Sole o della Luna, forse perchè solo loro possono capire.

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