Dell’amore. Un giorno e sempre

Febbraio, mese dell’amore, mese di San Valentino. Come se l’amore esistesse per un giorno soltanto, come se tutto quello che sentiamo dentro di noi andasse riversato sull’altro all’improvviso. Dodici ore di arretrati da dimostrare in fretta e furia. Una full immersion d’amore che, invece, dovrebbe essere solo il culmine di un anno passato a dosarlo quell’amore, a distrubuirlo a piccole dosi. Sempre. Quotidianamente. Con la stessa cura e dedizione che si usa quando si scrive, quando si scelgono le parole più adatte e quando capisci che non devono essere nè troppe nè troppo poche, per non sopraffare chi legge mentre contemporaneamente cerchi di non fargli perdere l’interesse.

L’amore dovrebbe essere naturale, come l’aria che respiri come le ciglia che battono senza che tu te ne sia accorto. Un riflesso involontario che si specchia negli occhi dell’altro. Una parola, un gesto, uno sguardo. Chè l’amore non va solo fatto, deve essere anche detto. Deve essere percepibile al tatto, quando la tua mano incontra la sua. Quell’amore che ha bisogno di tutto e di niente. L’amore che deve essere assistito e aiutato a crescere, come si fa con un bambino, perchè distrarsi un attimo significa lasciargli combinare qualche guaio. L’amore non è cosa da poco e non è uno solo.

L’amore è l’incavo perfetto che esiste nella spalla di qualcuno, dove la tua testa si incastra alla perfezione. L’amore è quel senso di appartenenza e di calore che senti quando abbracci una mamma. L’amore è il papà, il primo uomo della tua vita, quello che quando sei piccola dici di volerlo sposare. L’amore è il figlio che vorrai e che, se sarà maschio, sarà lui il tuo nuovo fidanzato e se sarà femmina sarà la tua versione in miniatura.

E mentre ti accorgi che esistono mille tipi di amore, in primis quello per te stesso, tra pochi giorni vedrai cuori e rose rosse ovunque. Vedrai l’amore sbocciare in ogni angolo. Ma l’amore non dovrebbe essere un fiore raro, di quelli che sbocciano solo una volta l’anno e poi per undici mesi tornano a essere chiusi. L’amore dovrebbe essere un sempreverde, fatto di colazioni a letto la domenica mattina, di giornate di pioggia passate a leggere per l’altro. L’amore è di chi è capace di ballare, scalzo e senza musica, in mezzo alla cucina.

Chè l’amore è di chi agisce d’istinto, il 14 febbraio e sempre.

Comunque…

per me cioccolatini con bigliettino, grazie.

 

 

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