Di cose preservate e fotografate

Preservare.

Solo a pronunciarlo, questo verbo infonde sicurezza. La tranquillità di far durare qualcosa nel tempo, è ciò che maggiormente desideriamo. Lottiamo ogni giorno contro quelle lancette che, a volte vorremmo fossero velocissime, mentre altre volte vorremmo veder girare il più lentamente possibile, centellinando ogni secondo che passa.

Non esistono magie, artifici o nuove tecnologie in grado di cambiare la velocità del tempo. Chè se ti annoi, le ore sembreranno eterne. Se ti diverti, i minuti passeranno in un lampo. Si tratta di qualcosa di misteriosamente ingannevole. La nostra memoria, i ricordi che portiamo con noi, ci aiutano a modellare,  se non tutto, almeno il nostro tempo. Riportiamo alla luce fatti ed emozioni, che se non li avessimo conservati in qualche angolo della nostra mente, di sicuro il trascorrere degli anni ce li avrebbe rubati. Li abbiamo preservati.

Esiste, però, un modo per rubare al tempo i nostri momenti più belli. Fotografare. Catturare quell’immagine, con quella luce, in quel preciso giorno e stamparla su un foglio. Una fotografia sopravvive a tutto. Una fotografia racconta tutto. Dietro uno scatto si nasconde un’intera storia, che potremo ricordare e riguardare.

Una fotografia è il tuo ricordo di un momento che diventa tangibile. Un’invenzione che non ha eguali. Basta un clic per impossessarsi di un angolo di vita, che potrai far rinascere a distanza di anni. Abbiamo interi album: di famiglia, di noi stessi sin dai primi giorni di vita, che se non esistesse la fotografia non avremmo mai potuto vedere che faccia avevamo quando ancora eravamo nella culla. Abbiamo innumerevoli foto delle vacanze, per la gioia di amici e parenti ai quali verranno sottoposte innumerevoli descrizioni di uno stesso luogo, visto da angolature diverse. Perchè capita sempre, quando sei in una città straniera, che tutto appaia come “assolutamente da fotografare”.

Paesaggi, tramonti, strade, fiori, amici e parenti, auotscatti. In ogni caso, il racconto di qualcosa. Soprattutto se ti capita di far rientrare nell’inquadratura uno sconosciuto. Perchè lo hai immortalato di proposito o perchè era sullo sfondo: un uomo, una donna o un bambino, qualcuno si è inserito nella tua storia. Chi sia, cosa faccia nella vita, da dove venga, non lo saprai mai. Riguarderai quella foto a distanza di anni e quella persona sarà ancora lì, immutata nel tempo delle tue foto.

La fotografia è il nostro modo di preservare. In una Polaroid, ritrovi tutto e tutti al proprio posto. Basta osservare quell’immagine per far riemergere un ricordo o un profumo, di quelli che senti solo tu. La sensazione che provavi quel giorno, duarante quello scatto, tornerà in un secondo.

Fotografare per rendere immutevole un momento. Riuscire a farsi beffe del tempo. Uno scatto e hai preservato un’immagine.

Hai preservato la tua vita.

 

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