C’è scarpetta e scarpetta

Ho parlato sia del Natale che del Capodanno, non posso certo esimermi dal commentare l’Epifania. Primo, perchè alla veneranda età di ventisei anni, ancora sfodero la mia calza preferita e la appendo alla finestra della cucina. Secondo, perchè quella che sta per arrivare è la notte più “candy” dell’anno e i colori pastello delle caramelle, mettono la stessa serenità delle luci natalizie.

Da anni conservo la mia collezione di calze, compresa quella fatta a mano da mia zia, in una scatola di latta. Da anni la suddetta calza si riempe di dolci che con gli anni si sono fatti sempre più sofisticati, passando dagli orsetti gommosi dei quattro anni, per arrivare ai cioccolatini ricercati della soglia dei vent’anni. A casa di Sara, per chi ancora non se ne fosse reso conto, le tradizioni sono sacre e tali rimarranno.

Che arrivi, quindi, la Befana: una donna brutta, vecchia e con le scarpe rotte. Direi che non va tanto bene. Soprattutto per noi donne, che sicuramente, oggi, incontreremo qualche spiritosone desideroso di sapere se siamo pronte ad affrontare la notte, se abbiamo lucidato la scopa e altri fantastici complimenti. Non che mi dia fastidio, ritengo che l’autoironia sia la chiave per una vita serena. Mi domando solo come cambierebbe il mondo, se la befana fosse: bella, giovane e con il tacco 15. Sono pronta a scommettere che un numero indefinito di uomini litigherebbe con i propri figli, una volta che questi, ormai cresciuti, sentenziassero che la Befana non esiste.

Detto ciò, dedico il mio post alle donne (per un’Epifania oltremodo chic) e agli uomini (che finiranno con l’appendere il primo calzino preso dal cassetto della biancheria, pur di non deludere la Befana).

Ebbene, la Befana “WASOS EDITION” (acronimo che va sciolto in “With A Spoonful Of Sugar”) è simpaticamente Fashio Victim. Via le scarpe rotte, via i vestiti laceri e seduta urgente dal parrucchiere. Sono iniziati i saldi e shopping sia.

Per chi si fosse avventurato nel mio blog, nella sezione “Un po’ di cose su di me”, avrà certamente letto della mia doppia personalità. Vi rinfresco la memoria, dicendovi che in me convivono un lato molto Mary Poppins e un lato molto Sex and the City. Diciamo che  Carrie Bradshaw, talvolta, abbatte momentaneamente Julie Andrews. Questo è uno di quei momenti.

Care signore, per questa notte, immaginatevi così: la scarpa brutta e rotta è solo un ricordo, voi indossate Dolce&Gabbana; i vestiti strappati sono stati sapientemente sostituiti e visto il clima rigido, tocca coprirsi con un mantello, magari di Chanel. La Befana non è Befana senza il cappello, noi lo portiamo a tesa larga, molto larga e di Yves Saint Laurent. I guanti li lascio scegliere a voi.

Ora ditemi se non vi viene voglia di partire.

Questa versione la proporrei in limited edition, perchè l’immagine della Befana è sempre stata e dovrà restare eternamente brutta. Una notte di glamour, però, non ha mai ucciso nessuno, figuriamoci anni di tradizione.

Buona Epifania a tutti.

 

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