Vicino al finestrino, grazie

Non ho fatto una lista di buoni propositi per l’anno nuovo. Non voglio rimanere intrappolata in un elenco di “cose da fare”. Non voglio avere l’obbligo di stare lì, a spuntare ogni voce dopo averla diligentemente portata a termine. Ho deciso che, ogni tanto, farsi trascinare dagli eventi può far bene.

In fondo, la vita non deve essere solo vissuta, deve essere anche guardata. A volte come se non fosse la tua, come se fossi un osservatore esterno, capace di giudicare meglio. Si dovrebbe guardare alla vita, come se fosse il paesaggio che scorre fuori dal finestrino di un treno. Non un treno qualunque, ma proprio QUEL treno, quello che passa una volta sola. Chè, ti godresti tutto di quel viaggio irripetibile.

Ecco, questo famoso treno che passa una volta sola, devi prenderlo. Non sai a che ora arriverà, in quale binario, se sarà puntuale o in ritardo.

Aspetti di sentir vibrare il pavimento della tua stazione, aspetti un fischio in lontananza e il rombo delle rotaie farsi più vicino. Non ti distrai, chè sai quanto bisogna stare attenti e pronti a salire in carrozza, prima di vederlo scomparire. Su quel treno, però, bisogna salirci leggeri: un bagaglio con il necessario, giusto qualche lezione imparata mentre eri lì, ad aspettare che arrivasse. Un vestito leggero, fatto di strati di velo (e di coraggio), che se dovesse mai strapparsene uno, avrai sempre tutti gli altri a coprirti e nessuno si accorgerà di niente.

Cerca il tuo vagone, sistema le tue cose, siediti e vivi tutto di quel viaggio. Parla con la gente, indossa vestiti nuovi per andare a pranzo nel vagone ristorante. Chè, nessuno vuole ammetterlo, ma l’immagine è importante, deve essere importante. Non per gli altri, ma per te stesso. Ordina i tuoi piatti preferiti, leggi bei libri, ascolta musica che ti rappresenta e apri il finestrino.

Un viaggio, che sia in macchina, in treno o in nave, non è un viaggio se non sei disposto a farti schiaffeggiare dal vento. E questo è IL viaggio, quello della tua vita, che ti porterà chissà dove. Allora, respira a pieni polmoni e lascia che l’aria ti spettini i capelli.

Tieni un diario di bordo, perchè quello che scriverai, sarà quello che un giorno dovrai insegnare a tuo figlio. Annota tutto, dal primo giorno all’ultimo.

Quando sarai arrivato, lo saprai tu. Nel “Treno che passa una volta sola”, non ti vengono date indicazioni. Ti affaccerai ancora una volta al finestrino, e quando sarà tempo di scendere vedrai la tua fermata in lontananza. E la riconoscerai, perchè l’hai sognata per una vita. Sei arrivato dove volevi, hai raggiunto la tua meta.

Guarderai indietro, cercando di capire quanti chilometri hai percorso. Forse hai vaggiato per anni interi o forse solo per un giorno. Poco importa. In fondo, ognuno la felicità la trova un po’ dove vuole.

Quel treno è servito ha portarti verso il tuo sogno. E se, per caso, non dovesse arrivare, se ci fosse sciopero, ricorda che puoi sempre andare a piedi. Quindi, vai.

Che questo anno porti con sè i treni di tutti.

 

 

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/aab/78270398/files/2015/01/img_2748.jpg

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/aab/78270398/files/2015/01/img_2787.jpg

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/aab/78270398/files/2015/01/img_2788.jpg

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/aab/78270398/files/2015/01/img_2789-0.jpg

Annunci

3 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...