Un po’ nuvola, un po’ nomade

Baudelaire diceva che i veri viaggiatori hanno cuori lievi e desideri a forma di nuvole. Niente di più vero.

Non puoi partire con una zavorra da trascinarti dietro a ogni tuo passo, l’unico peso che ti è concesso è quello dello zaino sulle spalle. Scegli una meta, la segni di rosso sulla cartina. Apri l’armadio e immagina. Immagina cosa farai, in quali posti ti troverai e quali persone incontrerai. Scegli quali e quanti vestiti portare, quelli che più ti somigliano. Chè quando viaggi mostri agli altri, e soprattutto a te stesso, chi sei davvero, di cosa hai paura e cosa sogni.

Assicurati di aver chiuso fuori dalla valigia ciò che ti opprimeva, perchè uscito dalla porta di casa dovrai sentirti leggero, come una delle nuvole di Baudelaire, un soffio di vento per portarle a miglia di distanza. Se non è così, torna su per le scale, posa la valigia in un angolo e risolvi i tuoi guai prima di avventurarti nel mondo.

Una macchina fotografica, un passaporto e una cartina geografica. La voglia di viaggiare in macchina, senza una meta precisa. Salire in sella a una moto e attraversare l’America on the road, da una costa all’altra. Respirare profumi nuovi, vedere panorami diversi con occhi diversi. Gli occhi di chi ha come unico obiettivo, quello di stupirsi. Fermarsi una notte in una camera d’albergo, usarla per dormire e per spargere le polaroid, scattate sino a quel momento, sul letto. Sentirsi soddisfatti, ma acora alla ricerca di qualcosa.

Viaggiare per incontrare persone nuove, nelle quali riconoscerai un po’ di te stesso anche all’altro capo del mondo. Imbucarsi a una festa all’aperto, di quelle in stile un po’ bohemien. Fatte di luci, musica, chitarre, gonne lunghe e balli. Improvvisare una lingua che non conosci e capire che non serve, che a volte ci si capisce anche solo con uno sguardo. Innamorarsi per un giorno e ripartire.

Macinare chilometri esclusivamente per trovare te stesso. Potresti riuscirci alla prima tappa o potrebbe servirti molto più tempo. Potresti anche fallire e ritrovarti una volta tornato a casa. Chè, in fondo, sei sempre stato lì. Ti eri solo assentato un momento. In ogni caso, sarà stato il viaggio a mostrarti la verità. Ti avrà fatto capire cosa ti piace e cosa detesti, cosa temi e cosa ti è mancato di più. Ogni posto avrà lasciato dentro di te qualcosa, anche solo una sensazione.

Se una mattina dovessi svegliarmi e accorgermi di aver perso me stessa. Se un giorno dovessi non trovarmi più, è ai confini del mondo che voglio andare a cercarmi.

 

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