Dedicato a chi impacchetta e a chi scarta

Dedicato ai ritardatari. Ai precisi ma anche agli approssimativi. Dedicato a chi ci mette la propria personalità e a chi preferisce restare anonimo. A chi ne fa una questione di stile e a chi la ritiene una cosa inutile, tanto poi andrà tutto gettato via. O forse no.

L’arte dell’impacchettare i regali, è questo il mood del momento. Il conto alla rovescia per il grande giorno, è ormai agli sgoccioli. Natale è alle porte e, come ogni anno, qualcuno si è ridotto ad affrontare in questi ultimi pomeriggi, la disperata corsa per le vie del centro. Io faccio parte del gruppo.

Dopo essere entrati e usciti da decine di negozi, dopo aver affrontato la calca di persone che puntualmente si muove nel verso opposto al tuo, si torna a casa con il bottino di guerra. Parenti, amici, tutti sistemati con almeno un pensierino. Pensierino che, aimè, deve essere impacchettato. Qui si apre tutto un mondo, perchè ognuno incarta a modo suo e io ho individuato, dopo anni di studi, ben sei categorie di impacchettatori.

Il Metodico: colui che taglia la carta da regalo con precisione chirurgica. Il metodico è geometra dentro. Crea angoli precisi, stacca pezzetti di scothc tutti della stessa misura e avvolge nastri precisamente equidistanti tra loro.

La chic: dico “la” perchè di solito è donna e dunque estremamente attenta allo stile. Usa carta da regalo accuratamente scelta in base alla personalità del destinatario. Deicide un colore e lo abbina a tutto l’abbinabile possibile: fiocchi, nastri, biglietto. Nei casi più estremi la chic fa in modo che la tonalità prescelta richiami in qualche modo il colore del regalo.

Al mondo esiste, però, una giustizia compensatrice. Il bene e il male; l’amore e l’odio; il bianco e il nero; il tacco dodici e le ballerine rasoterra. Ed esiste anche l’impacchettatore che è l’opposto della chic…

Lo svogliato: lui non impacchetta. Lui appallottola. Lui è la nemesi della chic, è quello del:”Tanto poi si butta via tutto”. Presenta pacchetti regalo confezionati con la stessa cura con cui il ferramenta fascia nella carta di giornale le quattro viti che hai comprato. Il regalo dello svogliato lo riconosci subito, è quello con lo scotch a vista e senza nastro. Al limite, se prorpio gli stai a cuore, osa la coccarda. Attenzione, mai giudicare dalle apparenze: solitamente è quello che ha fatto il regalo più bello, il regalo fatto col cuore.

Quello senza biglietto: l’impacchettatore senza biglietto non ha nulla da dire. O meglio, se potesse direbbe:”Ti ho fatto il regalo perchè è Natale“. Punto.

Quello con il biglietto, ma che sarebbe meglio senza: qui è l’apoteosi della banalità, il ripasso annuale dei luoghi comuni, l’elenco delle frasi fatte. “Buon Natale”, “Buon Natale e felice anno nuovo”, “Con affetto”, “un pensierino da parte di tizio, caio…”. (Di solito, uno firma per tutti).

Passiamo, ora, alle dolenti note. Ho deciso di tenere per ultimo questo impacchetatore, perchè secondo me batte tutti i precedenti. Tutti ne conosciamo almeno uno:

L’ecologista: colui che usa carta riciclata dai Natali passati, per impacchattare il TUO regalo. E te ne accorgi, inutile fingere. Spesso si tratta di carta colorata o decorata con babbo natali scoloriti, angoli un po’ malandati e fiocchi che stanno attaccati per miracolo. A Natale, però, siamo tutti più buoni e per salvare l’ecologista dirò che i suoi pacchetti sono un po’ Vintage.

Ora che ho sparso insidie tra amici e parenti, ora che tutti radunati sotto l’albero la mattina del 25 cercherete di individuare con quale impacchettatore avete a che fare, non posso evitare un po’ di sana autocritica. Chi mi conosce sa che ho un grosso difetto, che poi dipende dai punti di vista. Per parlare di me, dobbiamo passare alla fase successiva. Quella in cui il regalo si scarta. Ecco, io sono terribilmente, tragicamente e sconsideratamente lenta ad aprire i pacchetti.

Lo ammetto è vero, ma sono inattaccabile. La mia è una questione di gentilezza innata. Mi dispaice terribilmente strappare via carta e fiocchi, soprattutto se ho a che fare con il metodico o la chic di cui sopra. Anche gli altri pacchetti, quelli meno curati mi smuovono una certa angoscia. Mi pare proprio brutto, davanti all’impacchettatore di turno, distruggere tutto il suo lavoro. In fondo, per tanto o poco che sia, ci ha perso del tempo.

Detto questo, anticiperò uno dei miei buoni propositi per l’anno nuovo. Quindi, cari amici e parenti che avete disperato in tutti questi anni e che al momento della consegna del regalo vi guardate tra voi con aria preoccupata chiedendovi quanto tempo ci vorrà, vi faccio una promessa:

-giuro solennemente che questo Natale velocizzerò la pratica.

(La carta, però, non la strappo ma non pensate che lo faccio per riciclarla).

 

 

 

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/aab/78270398/files/2014/12/img_2662.jpg

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/aab/78270398/files/2014/12/img_2663.jpg

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/aab/78270398/files/2014/12/img_2664.jpg

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/aab/78270398/files/2014/12/img_2666.jpg

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/aab/78270398/files/2014/12/img_2665.jpg

Annunci

3 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...