Bianco. Troppo bianco per non sporcarlo

Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato.

Come previsto, eccomi qui. Un foglio bianco davanti a me, bianco che più bianco non si può. Parole che ti scorrono in testa, pensieri, idee e niente che riesca a superare la punta delle dita. La tastiera del computer aspetta, lo schermo ti guarda. Ed è ufficiale. Anche io sono stata colpita dalla sindorme della pagina bianca, il blocco dello scrittore, chiamatelo come volete. Fatto sta, che anche se gli cambi nome, ti farà comunque salire l’ansia.

Lo scenario è proprio quello che avevo immaginato: una finestra davanti a me, una giornata decisamente poco luminosa, una tazza di caffè, profumo di casa e l’espressione trasognata…

-per trasmettere lo scrivibile che attende di esser scritto.

Ti passi una mano sulla fronte, come se quel gesto ti aiutasse a togliere la polvere tra i pensieri. Guardi ancora una volta la pagina bianca e ti accorgi che inizia a metterti una certa soggezione. Sposti lo sguardo su altro, con finta indifferenza, per cercare l’ispirazione e ti guardi attorno come se si fosse nascosta da qualche parte e tu sei lì pronto a stanarla.

In fondo non è difficile, starai pure pensando a qualcosa. Basta mettere in fila le parole, collegarle tra loro, aggiugere un po’ di colore qua e là e il gioco è fatto. Chè a scrivere ci vuole testa, certo, ma ci vuole soprettutto cuore. Devi pensare e non pensare, mantenere il controllo e perderlo allo stesso tempo. Inizi a lasciarti andare, le parole scorrono, i pensieri prendono forma, si moltiplicano.

Scrivere è l’atto più liberatorio che esista, talmente liberatorio da aver bisogno di essere dominato. Allora formuli una frase, la riformuli, segui delle regole ma ci metti la tua personaltà, leggi, rileggi, cancelli e riscrivi.

Che tu stia usando una penna stilografica, una matita o la tastiera di un computer, proverai quella sensazione di tranquillità di chi tiene ogni cosa sotto controllo. Tutto inizia e finisce con te, con quello che hai da dire. Ed è una tranquillità scomposta: la calma di chi tiene tutto nelle proprie mani e la frenesia di chi non vede l’ora di liberarsene. Perchè lasciar andare quelle parole vuol dire creare qualcosa di nuovo. E vorrai farlo sempre meglio.

Il segreto, forse, è scrivere ciò che si vorrebbere leggere.

La pagina, nel frattempo, non è più bianca. L’ho riempita scrivendo del non riuscire a scrivere.

-Scrivere per me è semplicemente pensare attraverso le mie dita-   (I.Asimov)

 

 

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