Novembre: foglie e musica

A novembre la città si accende in un istante,

il mio corpo non si veste più voglie…-

L’ho pensato cantando, l’ho scritto cantando e, a questo punto, dovreste averlo letto cantando. Se non l’avete fatto, non siate timidi, tornate indietro e ricominciate.

Il fatto è questo: per sei lunghi anni, ho canticchiato questa canzone convinta che “il mio corpo no si vestisse più di foglie“, per scoprire poi, solo di recente, che in realtà erano “voglie“. Sarà che novembre, per associazione di idee, mi fa pensare all’autunno e alle foglie che cadono, sta di fatto che ora che ho scoperto la dura realtà per me non è cambiato niente. Io continuo a cantare “foglie“, è Giusy Ferreri che sbaglia le parole. Un po’ come quando a scuola impari il nome impossibile di qualche filosofo straniero e lo memorizzi nella tua personalissima pronuncia: beh, cambiarla, a quel punto, sarebbe una vera tragedia. Diventa una questione di confidenza, se lo pronunci nel modo giusto finisce che ti sembra di parlare di qualcun altro.

Detto questo, novembre sta per finire e come ogni anno le canzoni commerciali lasceranno un po’ di spazio alle musiche natalizie. Saranno ovunque: in televisione, nei negozi, per le strade. Dopo una lunga riflessione, ho deciso che questo vuol dire solo una cosa: l’autunno è la stagione dell’anarchia musicale. Vediamo di riepilogare.

In estate partono i tormentoni, in inverno ci sono le musiche di Natale (che iniziano con largo anticipo e finiscono con largo ritardo, come i panettoni nei supermercati). La primavera è a metà strada tra la liberazione da “Astro del ciel” e i primi assaggi di canzoni estive che ci propongono, a piccole dosi, attraverso le pubblicità.

In autunno, invece, sei già ampiamente uscito dal tunnel del tormentone perchè una volta chiuso l’ombrellone è lutto cittadino e con gli animi si spegne anche la radio. A novembre ascolti e canti quello che ti pare, anche i succesi del primo Sanremo. Ti vengono in mente canzoni che neanche tu sapevi di conoscere.

E c’è un momento preciso in cui ti ritrovi a canticchiare senza sapere il perchè: il mattino presto. Almeno una volta nella vita, è capitato a tutti di spegnere le sveglia e di andare a bere il caffè con un ritornello in testa, che non si sa da dove sia sbucato fuori. Non l’hai ascoltato il giorno prima e non hai una di quelle sveglie traumatiche, che ti tirano giù dal letto con la musica. Solo una cosa è certa, che quel motivetto te lo porterai dietro sino alle 23.59 della sera, perchè non ti abbandonerà per tutta la giornata.

Dalla musica non si scappa e se ci fosse una colonna sonora della nostra vita, tutto ci riuscirebbe molto meglio. Immagino che se ad ogni nostra azione partisse un jingle, saremmo capaci di qualunque cosa: correre su per le scale come Rocky, ballare come in Dirty Dancing e fare shopping come Julia Roberts in Pretty Woman.

No, siamo seri, in questo caso, noi donne potremmo tranquillamente agire anche in modalità silenziosa.

 IMG_2462.JPG

IMG_2466.JPG

IMG_2464.JPG

IMG_2465.JPG

IMG_2468.JPG

IMG_2467.JPG

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...